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“Dio ti benedica”. Dov’è la discriminazione?

“Che Dio ti benedica”. Questa è la frase che ha fatto andare su tutte le furie Mohamed Hamdaoui, il cui nome dice tutto, gran consigliere socialista del Canton Berna. Il tutto è avvenuto qualche giorno fa nella città di Bienne dove la nota agenzia pubblicitaria di ispirazione cristiana “Agence C”, con sede a Lyss (BE), ha fatto affiggere sulla fiancata di un bus cittadino una frase presa dalla Bibbia. Cosa che viene fatta da decenni in tutta la Svizzera da parte di “Agence C”, anche da noi in Ticino.

 

Secondo il signor Hamdaoui, mussulmano di origine algerina, questo tipo di pubblicità non fa altro che aumentare la tensione tra le varie religioni presenti in Svizzera. Addirittura da interpellare le autorità cantonali per un problema talmente futile quanto inesistente. Anzi, è proprio con il suo comportamento, che si rianimo le tensioni tra cristianesimo e islam. Un “Dio ti benedica” non è nulla di offensivo, bensì un augurio che viene utilizzato ancora oggi in diverse culture del mondo.

 

“Voglio dimostrare che i mussulmani possono battersi per una Svizzera sociale, paritaria e rispettosa della diversità”. Questa è la frase di presentazione di Hamdaoui sul sito del partito socialista svizzero. Dichiarazione che va totalmente a scontrarsi al comportamento avuto dal parlamentare bernese in questa situazione, tutt’altro che rispettosa della diversità del nostro Paese.

 

Un anno fa nel Canton Zurigo aveva fatto scalpore la distribuzione gratuita del Corano per le strade della città sulla Limmat. Un’azione che aveva fatto storcere il naso a molti e che era stata vietata dai vari comuni zurighesi. Il tutto a causa dell’affiliazione di alcuni membri dell’organizzazione “Lies!”, simpatizzanti e membri di gruppi jihadisti. Per non parlare poi del famoso CCIS, il “Consiglio Centrale Islamico Svizzero”, l’organizzazione mussulmana radicale che oltre ad avere a processo diversi suoi esponenti, alle sue simpatie per Al-Qaïda e lo Stato Islamico, è noto per la mancanza di rispetto dei diritti delle donne!

 

La Svizzera che conosciamo oggi è stata costruita nel corso degli ultimi sette secoli su dei valori molto importanti per il nostro Paese e per l’Europa intera. La libertà, la fratellanza, l’aiuto reciproco e anche la religione cristiana. Lo stesso come è successo nei Paesi arabi con l’Islam e nell’estremo oriente con induismo e buddismo, solo per citarne alcune. Valori e tradizioni che spesso sono alla base delle varie società che compongono il nostro mondo. Ed è il rispetto dei costumi e dei modi di fare di ogni Paese alla base di una buona integrazione. La Svizzera a differenza dell’Algeria poggia la propria storia, la propria costituzione su dei principi cristiani. Eppure molta gente vorrebbe sradicare tutto ciò, rinnegando la nostra storia, il nostro essere.

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