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Prima i migliori? No, prima il denaro!

Con l’affossamento dell’iniziativa cantonale «Prima i nostri» da parte del Gran Consiglio lo scorso 21 febbraio, diversi esponenti della politica cantonale si sono espressi sull’esito della votazione in Parlamento. Molti di questi han utilizzato espressioni non poco rassicuranti per i ticinesi poiché difendono il diritto di assumere da oltre frontiera, tralasciando la manodopera indigena, poiché si preferisce assumere persone migliori piuttosto che residenti. E qui la domanda è inevitabile: chi sarebbero questi migliori? Tutti frontalieri per la maggior parte del Legislativo ticinese a quanto pare.

 

Ma analizziamo meglio la cosa. Sembra strano eppure spesso le persone che giungono da oltre confine per stabilirsi in Ticino guadagnano meno del collega che ha compiuto un percorso formativo in Svizzera. La differenza di salario tra un dipendente con AFC e uno senza diploma conseguito da noi è di diverse centinaia di franchi. Una formazione conseguita in Svizzera è di gran lunga migliora di quelle dei Paesi che ci circondano.

 

L’apprendistato in Svizzera, studiato e analizzato da diversi Stati, USA per esempio, fa sì che il giovane tirocinante dopo 3 o 4 anni di formazione si diplomi e appunto a differenza di Italia per esempio, faccia già parte del mondo del lavoro da anni e che conosca già il proprio mestiere per il quale è stato appunto formato. È anche per questo che sempre più apprendisti da oltre confine vengono assunti in Ticino, in modo che al termine della loro formazione possano rimanere in azienda se pur diplomati allo stesso stipendio del tirocinio.

 

Oltre all'apprendistato ovviamente vi sono comunque altre vie di studio in Svizzera, il percorso universitario ne è un altro esempio. Università svizzere tra le migliori d’Europa e del mondo. Con studi e facoltà invidiati da molti dove studenti dai quattro angoli del globo giungono per poter aver una formazione universitaria di prestigio. In Svizzera e in Ticino abbiamo migliaia di persone qualificate in disoccupazione o persino in assistenza che pur avendo avuto una formazione o più di una, si ritrovano a casa, mentre il lavoratore da oltre confine spesso senza nemmeno un diploma equivalente, lavora al posto dei nostri!

 

E la politica cosa fa? Volta letteralmente le spalle al cittadino. Tutti quei partiti di centro e di sinistra, PLR in primis, dicono semplicemente che non bisogna favorire la manodopera indigena, ma bensì i migliori. E chi sarebbero questi migliori? I 67.000 frontalieri che pur di lavorare in Svizzera prendono 2.000 franchi o meno? Migliori in cosa? A costar meno? Sappiamo benissimo che in Ticino vi sono migliaia di persone pronte e formate ma che ahimè per loro, rispetto a quelle di Varese o Como, costano almeno il doppio se non di più.

 

Smettiamola con la menzogna dei migliori, perché son tutte frottole. Qui a decidere non è la professionalità, bensì il denaro. E la casa per anziani San Carlo e tutti quegli altri enti e istituti ne sono una prova. Com'è che per quanto riguarda il mercato privato del lavoro, «Prima i nostri» è inapplicabile, ma per quanto riguarda il pubblico e para pubblico non ci si è fatti alcun problema?

 

Corriere del Ticino, il 03.04.2018

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